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domenica 12 ottobre 2008

testi da La nonviolenza è in cammino

Tratto da: NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 606 del 12 ottobre 2008

Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Sommario di questo numero:
1. La ferita
2. Martina Pignatti Morano: 11-17 ottobre 2008, settimana irachena della
nonviolenza
3. Coordinamento internazionale di studi e iniziative "Danilo Dolci": Il 14
ottobre a Trappeto
4. Mao Valpiana: Aldo Capitini, libero religioso e rivoluzionario
nonviolento
5. Il documento conclusivo della "Carovana missionaria della pace"
6. Ingeborg Bachmann: La parola
7. Letture: Guido Viale, Azzerare i rifiuti
8. Riletture: Stefano Agosti, Poesia italiana contemporanea
9. Riedizioni: Furio Colombo, L'America di Kennedy
10. Riedizioni: Franco Venturi, Settecento riformatore
11. Riedizioni: Ludwig Wittgenstein, Tractatus logico-philosophicus.
Quaderni 1914-1916. Osservazioni filosofiche
12. La "Carta" del Movimento Nonviolento
13. Per saperne di più

2. INIZIATIVE. MARTINA PIGNATTI MORANO: 11-17 OTTOBRE 2008, SETTIMANA
IRACHENA DELLA NONVIOLENZA
[Da Martina Pignatti Morano (per contatti: pignattimora@unisi.it) riceviamo e diffondiamo.
Martina Pignatti Morano, impegnata nella Rete di Lilliput, nel Centro Gandhi di Pisa e nella ong "Un ponte per", sta completando ad Oxford i suoi studi di dottorato di ricerca in economia politica, interessandosi, in una prospettiva nonviolenta, dell'elaborazione di modelli di pianificazione economica dal basso; come condirettrice dei "Quaderni Satyagraha" ha organizzato la sessione tematica sulla nonviolenza durante il Social Forum Mondiale di Porto Alegre (gennaio 2005) e il Nonviolence Training di Amman (gennaio 2006); ha curato il volume 7 dei "Quaderni Satyagraha", monografico sul tema "Il peacekeeping non armato"]

Oggi in Iraq c'e' un movimento crescente di cittadini che cercano di porre fine alla violenza, all'occupazione e alla corruzione attraverso mezzi nonviolenti. La Onf e' un gruppo di organizzazioni e individui iracheni, appartenenti a tutti i gruppi etnici e religiosi, con diverse provenienze ideologiche e politiche, che si sono uniti per promuovere la nonviolenza come lo strumento di lotta piu' efficace verso un Iraq indipendente, democratico e pacifico. La Onf non e' un partito politico ne' un'organizzazione: e' un libero insieme di persone, al quale ogni iracheno che sceglie la nonviolenza e' invitato a unirsi. Ha una struttura democratica composta da consigli e rappresentanti eletti in ciascuno dei 18 governatorati (province) dell'Iraq. I membri di La Onf rifiutano l'occupazione e la guerra come mezzi per costruire la democrazia e far rispettare lo stato di diritto: credono invece nella promozione del dialogo e della cultura di pace.
Dall'11 al 17 ottobre 2008, i membri di La Onf svolgono la loro campagna annuale, la Settimana irachena della nonviolenza, durante la quale diffondono la cultura della nonviolenza e chiedono misure che assicurino la libertà e la sicurezza degli iracheni che eserciteranno il diritto di voto durante le prossime elezioni provinciali in Iraq.
Per ulteriori informazioni: www.unponteper.it

4. MEMORIA. MAO VALPIANA: ALDO CAPITINI, LIBERO RELIGIOSO E RIVOLUZIONARIO
NONVIOLENTO
[Ringraziamo Mao Valpiana (per contatti: tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: mao@nonviolenti.org, sito: www.nonviolenti.org) per averci messo a disposizione l'editoriale che apre il fascicolo di ottobre 2008 di "Azione nonviolenta".
Mao (Massimo) Valpiana e' una delle figure più belle e autorevoli della nonviolenza in Italia; e' nato nel 1955 a Verona dove vive ed opera come assistente sociale e giornalista; fin da giovanissimo si e' impegnato nel Movimento Nonviolento (si e' diplomato con una tesi su "La nonviolenza come metodo innovativo di intervento nel sociale"), e' membro del comitato di coordinamento nazionale del Movimento Nonviolento, responsabile della Casa della nonviolenza di Verona e direttore della rivista mensile "Azione Nonviolenta", fondata nel 1964 da Aldo Capitini. Obiettore di coscienza al servizio e alle spese militari ha partecipato tra l'altro nel 1972 alla campagna per il riconoscimento dell'obiezione di coscienza e alla fondazione della Lega obiettori di coscienza (Loc), di cui e' stato segretario nazionale; durante la prima guerra del Golfo ha partecipato ad un'azione diretta nonviolenta per fermare un treno carico di armi (processato per "blocco ferroviario", e' stato assolto); e' inoltre membro del consiglio direttivo della Fondazione Alexander Langer, ha fatto parte del Consiglio della War Resisters International e del Beoc (Ufficio Europeo dell'Obiezione di Coscienza); e' stato anche tra i promotori del "Verona Forum" (comitato di sostegno alle forze ed iniziative di pace nei Balcani) e della marcia per la pace da Trieste a Belgrado nel 1991; nel giugno 2005 ha promosso il digiuno di solidarietà con Clementina Cantoni, la volontaria italiana rapita in Afghanistan e poi liberata. Con Michele Boato e Maria G. Di Rienzo ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui e' scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza". Un suo profilo autobiografico, scritto con grande gentilezza e generosità su nostra richiesta, e' nel n. 435 del 4 dicembre 2002 de "La nonviolenza e' in cammino"; una sua ampia intervista e' nelle "Minime" n. 255 del 27 ottobre 2007.
Aldo Capitini e' nato a Perugia nel 1899, antifascista e perseguitato, docente universitario, infaticabile promotore di iniziative per la nonviolenza e la pace. E' morto a Perugia nel 1968. E' stato il più grande pensatore ed operatore della nonviolenza in Italia. Opere di Aldo Capitini: la miglior antologia degli scritti e' (a cura di Giovanni Cacioppo e vari collaboratori), Il messaggio di Aldo Capitini, Lacaita, Manduria 1977 (che contiene anche una raccolta di testimonianze ed una pressoché integrale - ovviamente allo stato delle conoscenze e delle ricerche dell'epoca - bibliografia degli scritti di Capitini); recentemente e' stato ripubblicato il saggio Le tecniche della nonviolenza, Linea d'ombra, Milano 1989; una raccolta di scritti autobiografici, Opposizione e liberazione, Linea d'ombra, Milano 1991, nuova edizione presso L'ancora del Mediterraneo, Napoli 2003; e gli scritti sul Liberalsocialismo, Edizioni e/o, Roma 1996; segnaliamo anche Nonviolenza dopo la tempesta. Carteggio con Sara Melauri, Edizioni Associate, Roma 1991; e la recente antologia degli scritti (a cura di Mario Martini, benemerito degli studi capitiniani) Le ragioni della nonviolenza, Edizioni Ets, Pisa 2004. Presso la redazione di "Azione nonviolenta" (e-mail: azionenonviolenta@sis.it , sito: www.nonviolenti.org) sono disponibili e possono essere richiesti vari volumi ed opuscoli di Capitini non più reperibili in libreria (tra cui i fondamentali Elementi di un'esperienza religiosa, 1937, e Il potere di tutti, 1969). Negli anni '90 e' iniziata la pubblicazione di una edizione di opere scelte: sono fin qui apparsi un volume di Scritti sulla nonviolenza, Protagon, Perugia 1992, e un volume di Scritti filosofici e religiosi, Perugia 1994, seconda edizione ampliata, Fondazione centro studi Aldo Capitini, Perugia 1998. Opere su Aldo Capitini: oltre alle introduzioni alle singole sezioni del sopra citato Il messaggio di Aldo Capitini, tra le pubblicazioni recenti si veda almeno: Giacomo Zanga, Aldo Capitini, Bresci, Torino 1988; Clara Cutini (a cura di), Uno schedato politico: Aldo Capitini, Editoriale Umbra, Perugia 1988; Fabrizio Truini, Aldo Capitini, Edizioni cultura della pace, S. Domenico di Fiesole (Fi) 1989; Tiziana Pironi, La pedagogia del nuovo di Aldo Capitini. Tra religione ed etica laica, Clueb, Bologna 1991; Fondazione "Centro studi Aldo Capitini", Elementi dell'esperienza religiosa contemporanea, La Nuova Italia, Scandicci (Fi) 1991; Rocco Altieri, La rivoluzione nonviolenta. Per una biografia intellettuale di Aldo Capitini, Biblioteca Franco Serantini, Pisa 1998, 2003; AA. VV., Aldo Capitini, persuasione e nonviolenza, volume monografico de "Il ponte", anno LIV, n. 10, ottobre 1998; Antonio Vigilante, La realtà liberata. Escatologia e nonviolenza in Capitini, Edizioni del Rosone, Foggia 1999; Pietro Polito, L'eresia di Aldo Capitini, Stylos, Aosta 2001; Federica Curzi, Vivere la nonviolenza. La filosofia di Aldo Capitini, Cittadella, Assisi 2004; Massimo Pomi, Al servizio dell'impossibile. Un profilo pedagogico di Aldo Capitini, Rcs - La Nuova Italia, Milano-Firenze 2005; Andrea Tortoreto, La filosofia di Aldo Capitini, Clinamen, Firenze 2005; Marco Catarci, Il pensiero disarmato. La pedagogia della nonviolenza di Aldo Capitini, Ega, Torino 2007; cfr. anche il capitolo dedicato a Capitini in Angelo d'Orsi, Intellettuali nel Novecento italiano, Einaudi, Torino 2001; per una bibliografia della critica cfr. per un avvio il libro di Pietro Polito citato; numerosi utilissimi materiali di e su Aldo Capitini sono nel sito dell'Associazione nazionale amici di Aldo Capitini: www.aldocapitini.it , altri materiali nel sito www.cosinrete.it ; una assai utile mostra e un altrettanto utile dvd su Aldo Capitini possono essere richiesti scrivendo a Luciano Capitini: capitps@libero.it , o anche a Lanfranco Mencaroni: l.mencaroni@libero.it , o anche al Movimento Nonviolento: tel. 0458009803, fax: 0458009212, e-mail: azionenonviolenta@sis.it o anche redazione@nonviolenti.org , sito: www.nonviolenti.org ]

Siamo tutti debitori verso Aldo Capitini. Se la nonviolenza oggi in Italia ha cittadinanza -culturale, filosofica, politica, d'azione - lo si deve al lavoro teorico e pratico di Capitini. L'eredita' che ha lasciato, a quarant'anni dalla sua morte, e' ancora straordinariamente prolifica. Lui stesso, in uno degli ultimi scritti (Attraverso due terzi di secolo, 1968), lo esplicita: "Nel campo della nonviolenza, dal 1944 ad oggi, posso dire di aver fatto più di ogni altro in Italia. Ho approfondito in più libri gli aspetti teorici, ho organizzato convegni e conversazioni quasi ininterrottamente, ho lavorato per l'obiezione di coscienza, ho promosso, attraverso il Centro di Perugia per la nonviolenza, convegni Oriente-Occidente, la Società vegetariana, la marcia della pace da Perugia ad Assisi del 24 settembre 1961, e poi il Movimento nonviolento per la pace e il periodico "Azione nonviolenta" che dirigo... Sono, insomma, riuscito a far dare ampia cittadinanza, nel largo interesse per la pace, alla tematica nonviolenta. Come teoria e come proposte di lavoro, la nonviolenza in Italia ha una certa maturità".
E' stato Capitini il primo ad iniziare la diffusione del pensiero nonviolento in Italia negli anni Trenta, in pieno regime fascista, in seguito alla lettura dell'autobiografia di Gandhi, pubblicata nel 1929, proprio l'anno della stipula dei Patti Lateranensi tra la Chiesa cattolica e lo Stato italiano fascista. Fu lo scandalo del Concordato fra Mussolini e Pio XI a spingere Capitini verso un'autonoma posizione religiosa e antifascista. Scrive nella sua autobiografia: "Alla posizione di intellettuale associai, dopo la Conciliazione e la vista del tradimento del Vangelo, il lavoro pratico di propaganda di idee, di cercare altri, di formare gruppi (...); da allora io sono principalmente il ricercatore e il costitutore di una vita religiosa, in contrasto con quella tradizionale, leggendaria, istituzionale, autoritaria, e compromessa fino al collo con la guerra, i privilegi, le oppressioni delle società attuali; (...) Presa da Gandhi l'idea del metodo nonviolento impostato sulla noncollaborazione, potevo avere una guida per dir di no al fascismo (...), e soprattutto un modo per realizzare concretamente quel certo francescanesimo a cui tendevo da fanciullo".
*
L'antifascismo di Capitini e' originalissimo, distante e distinto da quello comunista e da quello cattolico: "Cercai più radicale forza per l'opposizione negli spiriti religiosi-puri, in Cristo, Buddha, S. Francesco, Gandhi (...) Il mio proposito dal 1931, da 'profeta' e 'apostolo' religioso, che l'Italia si liberasse dal fascismo mediante la noncollaborazione nonviolenta (...) diventava non previsione, ma lezione". Dunque e' proprio la religiosità che spinge Capitini all'azione, che lo trasforma da intellettuale ad agitatore, che coinvolge il filosofo nell'agire politico. "Ma un campo, ancor più strettamente connesso con la profezia e l'apostolato religioso, e' quello della trasformazione della società, per cui, rifiutando ogni carica offertami nel campo politico, ho piegato la politica, e l'interesse in me fortissimo per essa, alla fondazione di un lavoro per la democrazia diretta, per il potere di tutti o omnicrazia (come la chiamo)". La sua forza, la sua capacità di attirare i giovani, il fascino e l'autorevolezza che emanava, non stavano nelle sue pur eccezionali doti intellettuali, ma soprattutto nella verità del suo stesso modo di essere: "il mio scrupolo di non forzare e di non istituzionalizzare, crescente negli anni, e' stato tale da non tenere conto delle 'adesioni', e di portare avanti piuttosto l'enunciazione di una vita religiosa come 'centro' e non altro. Sono arrivato negli ultimi anni, e fino a questo punto, ad un proposito di tenace approfondimento per me, per capire ed essere sempre più un ricercatore-costruttore e un fedele libero religioso, ma lasciando ogni incontro collaborativo al tempo e agli altri. Se la mia vita religiosa e' risolutrice e utile, altri la rifaranno, e meglio di me. Io non chiedo che di condurla bene con autenticità".
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E' per questo che sentiamo ancor oggi Capitini "compresente" come persona. Danilo Dolci e' riuscito a descriverlo umanamente in poesia: "Era impacciato a camminare / ma enormemente libero e attivo, / concentrato ma aperto alla vita di tutti, / non ammazzava una mosca / ma era veramente un rivoluzionario, / miope ma profeta" (Poema umano, Einaudi, Torino 1974).
Sulla sua tomba e' scritta l'epigrafe "Libero religioso e rivoluzionario nonviolento". Religione e nonviolenza sono le vele della sua vita.
13. PER SAPERNE DI PIU'
* Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org ; per contatti: azionenonviolenta@sis.it
* Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia: www.miritalia.org ; per contatti: mir@peacelink.it , luciano.benini@tin.it , sudest@iol.it , paolocand@libero.it
* Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifista Peacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnati per la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it ; per contatti: info@peacelink.it

NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO
Numero 606 del 12 ottobre 2008
Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it

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