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sabato 19 aprile 2008

DUE NOTIZIE MINIME

Da NOTIZIE MINIME DELLA NONVIOLENZA IN CAMMINO Numero 430 del 19 aprile 2008
Notizie minime della nonviolenza in cammino proposte dal Centro di ricerca per la pace di Viterbo a tutte le persone amiche della nonviolenza Direttore responsabile: Peppe Sini. Redazione: strada S. Barbara 9/E, 01100Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it
Riprendo il sommario e due testi. Il primo sulla sinistra della nonviolenza, per evidenti motivi; il secondo, intitolato ‘Bambine’, perché riporta una notizia sconvolgente. E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine!
Buona lettura.


Sommario di questo numero:
1. Stanislao Arditi e Oliviero Lorelli: Per la sinistra della nonviolenza
2. Il 19 aprile a Bologna
3. A Rimini il 20 aprile
4. Maria G. Di Rienzo: Bambine
5. Ottavio Ragone intervista Gaetano Arfé (2007)
6. Il 5 per mille al Movimento Nonviolento
7. Valentina Parisi presenta "L'indagine del tenente Gregory" di StanislawLem8.
La "Carta" del Movimento Nonviolento
9. Per saperne di più

1. EDITORIALE. STANISLAO ARDITI E OLIVIERO LORELLI: PER LA SINISTRA DELLANONVIOLENZA1. Non come sommatoria dei delusi e degli scontenti, ma come illimpidimento ed approfondimento delle ragioni delle oppresse e degli oppressi, delle ragioni della giustizia e della libertà, della responsabilità che riconosce e libera. Non come cartello intergruppi o fuga in avanti o come presunzione avanguardistica, ma come consapevolezza sincera dei compiti dell'ora, e del valore e insieme delle insufficienze delle esperienze passate. Come rottura e come eredità. Rottura delle subalternità e fuoriuscita dalle ambiguità. Eredità delle lotte e delle riflessioni delle correnti calde del movimento socialista e libertario, femminista, ecologista, antirazzista e antimafia.
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2. Il femminismo é il centro e il cuore della sinistra che si schiude alla nonviolenza e fa della nonviolenza la scelta e il criterio che costituiscono la "conditio sine qua non" della politica necessaria. Il femminismo é la scelta decisiva su cui la sinistra della nonviolenza nasce. O sarà consapevole delle parzialità e del limite, della cura e dell'alterità, o non vi sarà la sinistra della nonviolenza. O sarà plurale e complessa perché riconosce che l'umanità é di due generi, o non vi sarà la sinistra della nonviolenza. O sarà antipatriarcale, e quindi antimilitarista, antiautoritaria, antitotalitaria, o non vi sarà la sinistra della nonviolenza. Il femminismo é il centro e il cuore della sinistra della nonviolenza.
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3. Fermare la guerra é la prima urgenza. Ma per contrastare la guerra é necessaria la scelta del disarmo, dell'antimilitarismo, la scelta della nonviolenza. La sinistra della nonviolenza nasce per opporsi alla guerra, alle sue radici, alle sue logiche, alle sue strutture. La sinistra della nonviolenza o chiama ad opporsi alla guerra che sempre consiste dell'uccisione di esseri umani, o non esiste. La sinistra della nonviolenza é l'antitesi della barbarie della guerra.E così come la guerra porta l'autoritarismo, la sinistra della nonviolenza é radicalmente democratica ed egualitaria; così come la guerra porta la distruzione delle relazioni e della natura, la sinistra della nonviolenza costruisce relazioni e difende la natura; così come la guerra uccide e umilia, la sinistra della nonviolenza salva e degnifica. L'opposizione alla guerra e a tutte le strutture ad essa connesse (e tra esse: le dittature, i terrorismi, le organizzazioni criminali, ciò che é inteso a opprimere, ricattare, assassinare) é il primo impegno della sinistra della nonviolenza.
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4. Ma oltre l'impegno contro la guerra urgente e decisivo é l'impegno contro la devastazione della biosfera. E poiché la devastazione della biosfera é in corso a ritmi sempre più accelerati e con esiti sempre più catastrofici, é indispensabile che la sinistra della nonviolenza faccia dell'impegno ecologista il terreno decisivo del suo agire quotidiano. La sinistra della nonviolenza o é ecologista o non é.
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5. Ma la sinistra della nonviolenza é innanzitutto sinistra, la sinistra adeguata alla sfida di questo inizio di millennio. É quindi erede e inveratrice delle lotte delle oppresse e degli oppressi per il riconoscimento dell'eguaglianza di dignità e diritti di ogni essere umano. Non scrive i menu per i ristoranti dell'avvenire, ma é il movimento reale che contrasta l'orrore presente, difende l'umanità e la casa comune, si sforza di preservare la civiltà dalla barbarie, ha a cuore la vita, la dignità e i diritti di ogni essere umano. Chiama per questo le oppresse e gli oppressi alla lotta, chiama alla lotta ogni persona di volontà buona.

4. RIFLESSIONE. MARIA G. DI RIENZO: BAMBINE
[Ringraziamo Maria G. Di Rienzo (per contatti: sheela59@libero.it) per questo intervento. Maria G. Di Rienzo é una delle principali collaboratrici di questo foglio; prestigiosa intellettuale femminista, saggista, giornalista, narratrice, regista teatrale e commediografa, formatrice, ha svolto rilevanti ricerche storiche sulle donne italiane per conto del Dipartimento di Storia Economica dell'Università di Sydney (Australia); é impegnata nel movimento delle donne, nella Rete di Lilliput, in esperienze di solidarietà e in difesa dei diritti umani, per la pace e la nonviolenza. Con Michele Boato e MaoValpiana ha promosso l'appello "Crisi politica. Cosa possiamo fare come donne e uomini ecologisti e amici della nonviolenza?" da cui é scaturita l'assemblea di Bologna del 2 marzo 2008 e quindi il manifesto "Una rete di donne e uomini per l'ecologia, il femminismo e la nonviolenza".
Tra le opere di Maria G. Di Rienzo: con Monica Lanfranco (a cura di), Donne disarmanti,Edizioni Intra Moenia, Napoli 2003; con Monica Lanfranco (a cura di), Senzavelo. Donne nell'islam contro l'integralismo, Edizioni Intra Moenia, Napoli2005. Un più ampio profilo di Maria G. Di Rienzo in forma di intervista é in "Notizie minime della nonviolenza" n. 81]
Allegria. Presto arriverà anche da noi. Lo ha prodotto il "gigante" dei supermercati Tesco e in Gran Bretagna costa solo quattro sterline. Si trattadi un reggiseno imbottito per bambine a partire dai sette anni. Avete letto bene, ma lo riscrivo: bambine di sette anni. Alcuni stilisti lo hanno definito "salace" poiché ha uno scollo basso fatto per mostrare "la pelle del seno". Un portavoce della Tesco ha difeso il prodotto asserendo che praticamente lo hanno fatto per il bene delle bambine: "che sono molto sensibili al loro aspetto, a quell'età". Consola, nevvero, tanta comprensione. Potrebbero compiere un passo in più e distribuire i loro regginiente gratis, poiché io sono certissima che le bimbe sono sensibili, ma sono altrettanto certa che a sette anni non hanno seni di cui occuparsi, non ancora. E che dovrebbero spendere le quattro steriline, o l'equivalente in euro, in caramelle e pastelli, se non in libri come facevo io alla loro età. La pressione sociale operata sulle piccole affinché appaiano "adulte", e adulte significa appetibili sessualmente per gli uomini, non laureate o autonome tanto per dire, sta diventando insopportabile. Ad età sempre più basse le bambine si giudicano, e giudicano le altre bambine, basandosi sulle apparenze. La maggior parte dei giocattoli, e cartoni animati e programmi e libri per l'infanzia, a loro disposizione, le stanno spingendo pesantemente sulla strada della "principessa rosa" (fata, ballerina, modella), i cui scopi nella vita sono sognare, attendere e infine compiacere il "principe azzurro". Per il quale sono disponibili solo gli attrezzi del supereroemacho (guerriero, cowboy, pilota, mostriciattolo corazzato).
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Comincia qui, lo sapete. E sapete anche cosa diventa dopo. Diventa salari ineguali per le donne a parità di mansioni. Diventa il non trovare più la tua scrivania quando torni dalla maternità. Diventa il misero 24% dei seggi parlamentari europei occupati da donne (con la felice eccezione della Spagna) e il 90% maschile dei consigli d'amministrazione di tutta Europa. Diventa traffico di donne e bambine, violenza sessuale, prostituzione forzata. Diventa la proposta di un modello, per femmine e maschi, impossibile da raggiungere ai più, e quindi generatore di frustrazione, insicurezza, infelicità, rabbia. Dovremmo cominciare a rigettarlo, se abbiamo a cuore i nostri bambini e le nostre bambine, se davvero speriamo e vogliamo il meglio per loro. Le pesanti penalità poste sull'essere donna in termini economici tiene le donne "al loro posto", e così fanno il mutarne i corpi in pezzi di ricambio da consumo sessuale, il trasformare le bambine in donne con i reggiseni imbottiti, e incitare le adulte a buttare la loro vita nell'inutile tentativo di restare "ragazzine attraenti" con trucco, giarrettiere e chirurgia plastica. Inevitabilmente, ciò contribuisce a deprivarle di quel rispetto che meritano come esseri umani, e rende molto più semplice aggredire una bambina in pieno giorno nella metropolitana e tentare distuprarla, perché di quella bambina e a quella bambina si continua a dire che non serve a nient'altro.
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Io trovo molto interessante la stampa estera, soprattutto quando scrived ell'Italia. É sempre utile considerare come gli altri ti vedono dal di fuori. Per cui vi regalo in finale questo commento britannico sulla televisione nostrana: "É impossibile guardare la tv in Italia e farsil'idea che nel paese ci siano donne intelligenti".

9. PER SAPERNE DI PIÙ
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Indichiamo il sito del Movimento Nonviolento: www.nonviolenti.org ; per contatti: azionenonviolenta@sis.it
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Indichiamo il sito del MIR (Movimento Internazionale dellaRiconciliazione), l'altra maggior esperienza nonviolenta presente in Italia: www.miritalia.org ; per contatti: mir@peacelink.it , luciano.benini@tin.it , sudest@iol.it , paolocand@libero.it
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Indichiamo inoltre almeno il sito della rete telematica pacifistaPeacelink, un punto di riferimento fondamentale per quanti sono impegnatiper la pace, i diritti umani, la nonviolenza: www.peacelink.it ; per contatti: info@peacelink.it

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